Club della libertà
Un Club per…
C’è un intimo desiderio che sta alla base di questa esperienza: quello, per tutti noi che sin dall’inizio ci siamo resi disponibili a partecipare ai lavori di questo Club, di costituire una risorsa, una risorsa per la nostra città, una risorsa per chi in essa vive e lavora, una risorsa per chi su Montelupo e sui montelupini ha deciso di scommettere e continua a scommettere tra le mille difficoltà che tutti conosciamo e sperimentiamo. Una risorsa certo connotata politicamente, che non rinuncerà mai, nelle diverse attività e iniziative di cui si renderà protagonista, alla propria connotazione politica, con il Popolo della libertà, a fianco del Presidente Berlusconi, ma comunque una risorsa vera, una presenza tangibile, che nel nome del Popolo della libertà e del Presidente Berlusconi si onorerà di servire questa terra e questa gente.
Ci poniamo un traguardo ambizioso, ma che sentiamo essere alla nostra portata: in una terra in un cui schierarsi dalla parte di Berlusconi significa molto spesso essere messi all’indice, vogliamo che venga il giorno in cui rivendicare la propria appartenenza politica di centrodestra, avere in tasca la tessera del Popolo della libertà, piuttosto che del Club della libertà, piuttosto che della Giovane Italia sia un onore, un qualcosa di cui vantarsi con gli amici: “hai presente quelli che sono andati a pulire in Pesa perché i turisti che arrivano d’estate, quei pochi, non se ne vadano con il ricordo di un paese pattumiera, hai presente quelli che hanno dato un aiuto concreto al piccolo commercio nella nostra città supportandolo nella comunicazione, hai presente quelli che hanno dato nuova vita all’associazionismo, hai presente quelli che ti aiutano a sbrigare le varie pratiche fiscali o per la pensione, hai presente quelli che ti aiutano a far valere realmente i tuoi diritti, hai presente quelli che hanno aiutato il tal gruppo a sfondare facendolo esibire in un evento alla presenza di un discografico, bene io sono uno di loro, e non solo non lo nascondo, ma ne vado orgoglioso!”.
Certo, la politica è molto più di questo. Fare politica, specialmente se la si fa in strettissima connessione con una formazione politica giovanissima quale è quella del Popolo della libertà, significa anche aiutare la gente a capire cos’è il Popolo della libertà, e questo lo si fa organizzando eventi a cui partecipino i rappresentanti dei partiti fondatori, lo si fa organizzando eventi in cui i rappresentanti locali della associazioni vicine al Popolo della libertà abbiano modo di raccontare cosa significa in particolare per loro essere del Popolo della libertà, lo si fa raccontando alla gente che cosa fanno i loro rappresentanti in Comune, così come alla Provincia, così come in Regione, così come al Parlamento, lo si fa avvicinando gli elettori agli eletti tramite eventi in cui i rappresentanti del Popolo della libertà nelle istituzioni abbiano modo di raccontarsi e di confrontarsi con chi ha contribuito alla loro elezione, ma tutto questo da solo non sarebbe abbastanza.
L’ambizione di fare politica non può non includere l’ambizione di vivere un vero, intenso, rapporto con la propria gente e con la propria terra. L’ambizione di fare politica non può non includere l’ambizione di costituire una risorsa, di “servire a qualcosa” per dirla con parole semplici, di servire oggi, di servire qui. L’ambizione di fare politica non può non includere, per riassumere il tutto in una sola parola, l’ambizione di costruire. In un Paese in cui troppo spesso fare politica significa demolire, infangare, intralciare, vanificare, sbeffeggiare, calunniare, la nostra ambizione è quella di dimostrare, nel nostro piccolo certamente, che la politica che distrugge non è un fatto scontato, che la politica che distrugge non è qualcosa a cui ci si debba rassegnare, ma qualcosa contro cui si debba lottare, lottare con le parole per ristabilire la verità laddove venga violata, lottare con l’esempio per dimostrare che una politica diversa è possibile e che noi abbiamo la volontà e le capacità per farcene realmente interpreti.
Recapiti.
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